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 ROMA. Quello che vedete in foto non è l’ingresso di un cantiere lontano dal centro abitato, ma il portone di un palazzo dove vivono decine di famiglie, a Roma, in Via Ostiense, zona San Paolo. In quel palazzo erano in corso lavori sulle canne fumarie, in amianto, ed è stato raccomandato a tutti i condomini di transitare il meno possibile e di non aprire le finestre, causa polveri nocive. Non tutti, però, si sono ricordati e in pochi hanno potuto tapparsi in casa a finestre chiuse per tutto il tempo dei lavori. “Mio padre, di 75 anni, si è dimenticato del cartello ed ha aperto la finestra… Ho paura delle conseguenze”, ci racconta, preoccupata, una donna che vive nello stabile con la famiglia e aggiunge: “Qui sotto, come vedete, ci sono un supermercato e un ristorante e nessuno è stato avvertito del rischio!” Vediamo persone di tutte le età, donne con bimbi piccoli al seguito, fare la spesa nel supermarket e uscire, senza sapere di avere un vento con polveri d’amianto sopra la testa e -anche se il lavoro c’impone di mantenere la dovuta distanza da tutto- ci sale una grande rabbia. Possiamo constatare personalmente che nessuno è stato dotato, nel palazzo, di alcun mezzo di protezione, né i condomini, né i lavoratori che vediamo transitare a piano terra. Chiediamo agli operai perché sono vestiti normalmente, dato che uno dei cartelli recita: “è obbligatorio indossare i mezzi di protezione personale in dotazione a ciascuno” e uno di loro ci risponde che i cartelli vanno messi per legge. Sembra non rendersi conto del pericolo che corre e che sta facendo correre a tutti i residenti. L’amianto è un materiale estremamente dannoso, che può provocare l’asbestosi (malattia polmonare cronica), il tumore alla pleura, il carcinoma ai polmoni. Il Regno Unito, già nel 1930, aveva dimostrato la relazione diretta tra amianto e tumori, attraverso studi medici specialistici. L’Italia ha vietato l’utilizzo dell’amianto solo nel 1992. Gli edifici che sono stati costruiti, nel nostro Paese, prima di tale data, sono pieni d’amianto, perché il materiale è stato sempre utilizzato nell’edilizia. Secondo l’Ispesl, oltre un miliardo di metri quadri di lastre di copertura degli edifici sono in cemento amianto, milioni di metri quadrati di superfici e migliaia di km di tubazioni sono in gesso e amianto. Secondo l’AIRTUM, l’ Associazione Italiana Registro Tumori, in Italia si ammalano ogni anno di tumore, in media 33.428 persone (esclusi melanomi e tumori alla pelle). Una cifra incredibile: trentatremila e quattrocentoventotto nuovi casi ogni anno. Sicuramente l’amianto non è l’unica causa di carcinoma, ma sarebbe un grande risultato riuscire ad eliminare almeno questo fattore di rischio. (M.I.)

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