Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail

Conciliazione

Il fenomeno migratorio contraddistingue i nostri tempi. Per ragioni climatiche e geografiche –ci circonda il mare, a breve distanza dall’Africa-, siamo la meta più prossima di ondate umane difficili da controllare. Non abbiamo la possibilità –economica e spaziale- di assorbire tutti i flussi migratori, trasformandoli in risorse, come meriterebbero. Ogni essere nasce con un potenziale altissimo ma la realtà è che non tutti disponiamo delle stesse possibilità per svilupparlo. In qualsiasi habitat, umano o animale, esiste lo status quo. C’è chi vuole difenderlo e chi invece desidera distruggerlo. Da tale contrapposizione nasce la classica dinamica che contraddistingue qualsiasi società. Nelle grandi città d’Italia, masse di “senza tutto”, si aggirano per le strade con i cartoni come casa. Sono senza tetto, senza reddito, senza tutto appunto, prive di un qualsiasi status da salvaguardare. In migliaia dormono tra i vicoli del centro e della stazione, a Milano come a Roma. Se nasci e vivi in città, la realtà ti arriva dritta in faccia e se ti giri, per non vederla, ne arriva un’altra e un’altra ancora. C’è chi dorme nei tunnel dietro Termini, respirando dai tubi di scappamento delle automobili in corsa; chi si rannicchia, nella sua vecchiaia, davanti a una banca chiusa a Piazza di Spagna. Ci sono quelli che pregano il corano sotto i ricchi portici di Piazza della Repubblica e coloro che dormono su Via Nazionale. C’è addirittura chi si è riservato uno spazio con sacco a pelo a vista sui Fori Imperiali, e di notte, forse, si sente imperatore di un mondo che è nascosto al giorno. C’è chi ha costruito baracche nei parchi naturali e c’è chi dorme a due passi dal Papa. Tra Castel Sant’Angelo e la Basilica di San Pietro, meta di Romani e turisti. Esiste una strada, che collega queste due opere di unica bellezza: Via della Conciliazione. Qui una fila sempre crescente di clochard si accartoccia nella notte, ognuno chiuso nel proprio sacco a pelo, per proteggersi dal freddo e dagli sguardi impauriti dei turisti. Chi siano questi non conformi, che nel 2017 ancora dormono al freddo, non ci è dato di sapere. A portarli sulla strada, a volte, è stata la guerra, o un lutto, o un rifiuto, o addirittura la malattia, o la vecchiaia, se non la solitudine. Taluni sono sbarcati da un lungo viaggio illegale, altri hanno legalmente perso la casa, non lontano da qui. Una camionetta della polizia e qualche sbarra separa la loro notte dalla basilica più imponente del mondo, San Pietro. Una stretta al cuore serve a poco, si sa. Non risolve nulla ma arriva lo stesso, a ricordarci che siamo ancora capaci, tutto sommato, di sentire sulla pelle l’ingiustizia che fa soffrire altri esseri. Arriva, nonostante le immagini di guerra lontane e filtrate unicamente dagli schermi. Nonostante gli attentati. Nonostante i senzatetto uccisi dal gelo e sbattuti in qualche trafiletto che scorre veloce, tra le pagine di un giornale e un caffè al bar. Notizie di morte lette e rimosse di sfuggita, come fossero una spiacevole ma inevitabile conseguenza dell’inverno. Eppure, tutte le logiche che insistono nel dividere l’umanità in un noi e un loro non nascono dalla logica, dal Logos, inteso come ragione, ma unicamente dalla follia. La follia che spinge a bombardare dei territori, per poi dare riparo ai profughi di quegli stessi bombardamenti “alleati”. La follia di chi crede che dalla distruzione possa nascere ricchezza e che si possa agire al di là della Legge di causa ed effetto che regola ogni fenomeno nel mondo. L’aiuto più grande che potremmo dare ai profughi sarebbe smettere di bombardare i loro territori. L’aiuto maggiore che lo Stato potrebbe dare agli Italiani sarebbe iniziare a trattarli come suoi cittadini, depositari di diritti esclusivi oltre che di doveri. Esattamente come avviene in qualsiasi altro Stato di Diritto nel mondo.  Purtroppo, invece, i terremotati del centro Italia attendono ancora dei risarcimenti. (M.I)

CastelSant'Angelo

NB: Il comune di Roma ha messo a disposizione un numero SOS, da chiamare per segnalare situazioni d’emergenza che coinvolgano senza tetto: 800440022. Il numero della Sala Operativa Sociale, istituita nel lontano 2002, è attivo tutto l’anno. Gli operatori consigliano di chiamarlo in queste giornate di gelo.

http://www.ildiretto.com/wp-content/uploads/2017/01/Conciliazione-1024x576.jpghttp://www.ildiretto.com/wp-content/uploads/2017/01/Conciliazione-150x150.jpgRedazioneDirettoPunti di vistaclochard,gelo,Italia,Milano,roma,senza tetto,senza tuttoIl fenomeno migratorio contraddistingue i nostri tempi. Per ragioni climatiche e geografiche –ci circonda il mare, a breve distanza dall’Africa-, siamo la meta più prossima di ondate umane difficili da controllare. Non abbiamo la possibilità –economica e spaziale- di assorbire tutti i flussi migratori, trasformandoli in risorse, come meriterebbero. Ogni...