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Il 1º dicembre del 1955, a Montgomery, in Alabama, Rosa Parks, cittadina Americana, sta tornando a casa in autobus dal suo lavoro di sarta, seduta in un posto qualsiasi. Un bianco sale dopo di lei e, non trovando sedili liberi, le chiede di alzarsi. Rosa è stanca, per la giornata di lavoro appena trascorsa e per i soprusi subiti nel corso di tutta la sua vita. Risponde di no. Tanto basta per far fermare il bus. L’autista le chiede di alzarsi immediatamente, per lasciare il posto a quell’uomo, come stabilito dalle leggi cittadine, che obbligano i neri a cedere il proprio posto ai bianchi. Rosa risponde nuovamente di no e l’autista chiama due poliziotti, che la arrestano per avere violato le leggi sulla segregazione razziale. Il suo gesto ottiene un eco inaspettato per tutti gli Stati Uniti d’America, dando vita al Movimento per i Diritti Civili. La notte dell’ arresto di Rosa Parks, infatti, i leader della comunità Afroamericana, guidati da un giovane e ancora sconosciuto Martin Luther King, si riuniscono per decidere le azioni di protesta da intraprendere per reagire all’ ennesimo affronto subito dai neri in Alabama. Il giorno dopo inizia il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, per ben 382 giorni, fino a quando non vengono rimosse le leggi che permettono la segregazione razziale. Il boicottaggio resta ancora oggi un’arma potente, più di qualsiasi protesta violenta, per fare valere i diritti di gruppi organizzati. Pensiamo al boicottaggio recente del Black Friday attuato il 28 Novembre 2014 per protestare contro le violenze della polizia sulla comunità di colore. (M.I.)

RedazioneDirettoPoliticaboicottaggio,Rosa Parks,segregazione razzialeIl 1º dicembre del 1955, a Montgomery, in Alabama, Rosa Parks, cittadina Americana, sta tornando a casa in autobus dal suo lavoro di sarta, seduta in un posto qualsiasi. Un bianco sale dopo di lei e, non trovando sedili liberi, le chiede di alzarsi. Rosa è stanca, per la...