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In Italia gli ex parlamentari percepiscono vitalizi che variano da un minimo di circa 3000 a un massimo di circa 9500 euro mensili. Da sottolineare che i vitalizi non corrispondono alla pensione, ma si vanno ad aggiungere alle pensioni percepite dagli ex parlamentari della Repubblica Italiana. Sono una rendita aggiuntiva. Può godere di una pensione d’oro a vita, con aggiunta di vitalizio,  anche chi ha lavorato per una sola legislatura. Si sono espressi a favore di una riduzione del vitalizio per gli ex deputati esclusivamente tre partiti: Scelta Civica, M5S e Fratelli d’Italia, ma i loro voti non sono bastati. Inoltre, è bene ricordare che il trattamento pensionistico non cambia se gli ex parlamentari sono stati condannati dalla giustizia Italiana per mafia, corruzione o per uno qualsiasi dei reati previsti dal nostro ordinamento. M5S ha proposto la revoca del vitalizio ai pregiudicati ma non ha trovato, in aula, l’appoggio della maggioranza. Pietro Grasso, il presidente del Senato, ha dichiarato: “I vitalizi ai pregiudicati sono ingiusti, ma per revocarli occorre una deliberazione del consiglio di presidenza del Senato e di quello della Camera, perché ci sono pareri giuridici contrastanti.” Intanto, sul web, parte una petizione -promossa da Libera e Gruppo Abele- su www.riparteilfuturo.it per abolire il vitalizio agli ex deputati condannati. Possono firmare tutti i cittadini Italiani maggiorenni e la petizione sarà presentata direttamente in Parlamento.

 

 

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