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GIURAMENTO MATTARELLA, ARCIGAY: “DIRITTI PER TUTTI, IL PRESIDENTE HA RAGIONE. MA NELLE SUE STESSE PAROLE SI MISURA L’ESCLUSIONE DELLE PERSONE LGBT “

Diffondiamo per intero di seguito il comunicato di Arcigay

 

“Difendere la Costituzione significa anche garantire a tutte e tutti gli stessi diritti: il Presidente della Repubblica, nel suo discorso di insediamento, ha individuato un obiettivo per il Paese in tema di diritti civili e ne ha sottolineato la rilevanza costituzionale. È un fatto importante”. Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta così il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Questo obiettivo – prosegue Romani – sta scritto nei primi articoli della nostra Carta, per la precisione in quell’articolo 3 che il Presidente stesso ha nominato e che ancora, dalla Resistenza, attende piena attuazione. Le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans) in Italia sono ancora oggetto di una rimozione che parte dalle rappresentazioni e arriva fino alle leggi, alle tutele che dovrebbero esprimere e ai diritti che dovrebbero garantire. Lo stesso Presidente Mattarella, d’altronde, ha lasciato al collega statunitense Barack Obama il primato di aver nominato esplicitamente le persone lgbt durante il suo discorso di insediamento, e così facendo ha reiterato lui stesso quella rimozione tutta italiana, alleviata solo da una criptica allusione. Per ottenere quella pari dignità che è il cuore dell’articolo 3 occorrono leggi che diano cittadinanza a tutte le identità, a tutti gli orientamenti, a tutte le relazioni, a tutte le famiglie. Perché tutte e tutti partecipiamo allo stesso modo al grande puzzle di questa Nazione, tutte e tutti concorriamo per quanto abbiamo a sostenere lo Stato. Tutte e tutti ci aspettiamo perciò dallo Stato pieno riconoscimento. Le leggi fanno cultura, aprono brecce: saranno quelle stesse leggi ad aiutare il Presidente, nei suoi prossimi interventi pubblici, a nominare omosessuali e transessuali, vincendo quella “prudenza” che oggi ci relega in un confino linguistico, eredità di quei confini che la Carta Costituzionale voleva eliminare. Intanto – conclude Romani – sosteniamo l’impegno del Presidente Mattarella nel suo ruolo di Garante della nostra Carta e con grande speranza gli auguriamo buon lavoro.”

 

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