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Sono centinaia, in Italia, i bambini con due mamme o due papà e sono privi di uno status giuridico adeguato a tutelarli. Non esiste ancora una legge che regoli la filiazione omosessuale nel nostro Paese. La Legge di Disciplina delle coppie di fatto è ancora in discussione al Parlamento. In contesti familiari con coppie omosessuali e figli, vengono riconosciuti, come aventi diritti e doveri per legge, esclusivamente i genitori biologici. Tale vuoto legislativo è spesso in contrasto con l’interesse del minore. Chi vive in una famiglia con due madri o due padri non è considerato -dallo Stato Italiano- un soggetto avente gli stessi diritti di un coetaneo, inserito in un contesto cosiddetto tradizionale. Pensiamo che -in caso di morte di uno dei due genitori, o di separazione- il bambino, dopo aver vissuto sempre con entrambe le figure di riferimento, risulterebbe avere -per la legge Italiana- estraneità con il genitore/la genitrice non biologico/a. L’Associazione Famiglie Arcobaleno ha, a tal proposito, lanciato sui social network la campagna mediatica #figlisenzadiritti, per richiamare l’attenzione sulla necessità di una Legge a tutela dei minori. Giuseppina La Delfa, sposata e con due bambini, è stata Presidentessa di Famiglie Arcobaleno per dieci anni e ha più volte posto all’attenzione dei governi che si sono succeduti in Italia, la questione dei diritti civili, fino ad arrivare al ddl Cirinnà, tanto osteggiato in Parlamento. Contrariamente a quanto viene affermato dai partiti di centro destra -e da cartelloni abusivi affissi per tutte le maggiori strade della Capitale- non è in discussione, in Italia, il diritto per i gay di adottare qualsiasi minore, ma esclusivamente la possibilità, per il genitore non biologico, di adottare il bambino di cui si prende già cura e considera già suo figlio. Per chiarire ancora meglio il concetto, è bene sottolineare che, se la Legge in discussione verrà approvata, i gay potranno adottare esclusivamente i figli del/della partner, con i quali hanno già un legame dimostrato. Matteo Renzi, nel corso della sua candidatura, aveva promesso che avrebbe finalmente riconosciuto a tutti i bambini –anche a quelli che vivono con coppie gay- gli stessi diritti dei suoi figli, ma -ad oggi- la promessa non è stata mantenuta. La nuova Presidentessa di Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia, da pochi giorni succeduta in carica a Giuseppina La Delfa, ha pertanto twittato un messaggio al Presidente del Consiglio, insieme alla fotografia della sua famiglia. Così ha lanciato la campagna #figlisenzadiritti su twitter: “Caro @matteorenzi a scuola i bimbi li porto io o Laura. Per loro è uguale. Per lo Stato no. #figlisenzadiritti.” Al messaggio ne sono seguiti altri, da parte degli iscritti all’associazione, tra cui Dario De Gregorio, che scrive: “@matteorenzi a mia figlia ho tagliato cordone ombelicale e senza delega non la prendo a scuola”. Sono numerose le foto di bambini e bambine sul web: ridono, scherzano, giocano o si lavano i denti. Vivono il loro quotidiano con i loro punti di riferimento più cari: due mamme o due papà. Per lo Stato, però, hanno un genitore solo. La Comunità “Figlisenzadiritti” invita anche chi non ha figli a sostenere questa campagna. Tutti possono aderire, omosessuali ed etero. Ricordiamo che, nei Paesi avanzati, dove i diritti civili sono già una realtà acquisita, c’è maggiore benessere economico per tutti, a conferma che riconoscere giuridicamente le minoranze, non toglie nulla alla maggioranza. In uno Stato di diritto non dovrebbero esistere cittadini di serie A e di serie B di fronte alla Legge. Garantire ai piccoli cittadini Italiani -figli di coppie gay e lesbiche- gli stessi diritti di cui godono i loro coetanei -figli di etero- non va a discapito delle famiglie tradizionali, ma a beneficio della società intera. I reazionari dovranno, prima o poi, arrendersi. Non è più il tempo dei processi a Galileo Galilei, reo -per la Chiesa- d’aver dimostrato che è la Terra a girare intorno al sole. Molti politici sono ancorati ad antichi poteri.  Eppur la storia si muove in un’altra direzione, ostinata e contraria e così la giurisprudenza Occidentale. Negli occhi dei bambini c’è l’Italia che guarda al futuro e la discriminazione nei confronti delle loro famiglie è già costata al nostro Paese -lo ricordiamo- condanne dalla Corte per i Diritti Umani di Strasburgo. (Miriam Iantaffi)

 

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