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Le decisioni del neo presidente USA, se in taluni casi si manifestano come una rottura con il passato, in altri casi rappresentano una chiara continuazione delle politiche precedenti. Donald Trump ha cancellato i finanziamenti del governo federale a tutte le ong per le interruzioni di gravidanza nel mondo, come avevano già fatto prima di lui i Presidenti Reagan e Bush e ha perpetrato la secolare oppressione contro i Nativi Americani, infischiandosene delle proteste ambientaliste.  Neanche il muro divisorio con il Messico è una novità. Nonostante i media Italiani abbiano iniziato a parlarne soltanto a partire dall’ elezione di Donald Trump, per correttezza d’informazione è bene ricordare che il muro tra Messico e Stati Uniti non l’ha inventato il neo presidente Usa, ma esiste dagli anni ’90. Trump vuole rinforzarlo, come ha fatto ogni Presidente Americano che lo ha preceduto, incluso Obama, che quando era senatore votò a favore della costruzione di 800 km -ottocento chilometri- di nuove barriere con il Messico. Il contenimento dell’immigrazione è usuale negli Stati Uniti d’America, dove le leggi per regolare l’ingresso degli stranieri nel Paese sono sempre state molto ferree e si sono ulteriormente inasprite da almeno una ventina d’anni. Trump si distingue per la scelta di voler accollare le spese del muro divisorio ai Messicani –tramite l’introduzione dei dazi commerciali-. Inoltre, di assolutamente nuovo, ha fatto ciò che nessun Presidente aveva mai immaginato prima: non soltanto ha caricato di tasse i prodotti messicani, provocando in tal modo l’aumento dei prezzi, ma ha addirittura bloccato tonnellate di avocados alla frontiera, rimandandoli indietro! Una scelta certo poco oculata, quella di voler mettere in competizione il grasso dell’avocado con quello dei fast food… Anche perché gli Americani consumano abitualmente la frutta messicana, che riesce ad apportare una giusta dose di vitamine, equilibrando la loro dieta ricca di grassi e fritti.  La decisione di Trump di rispedire in Messico tonnellate di avocados, è arrivata in un momento particolare, per gli Usa: proprio durante il superbowl. Gustare il Guacamole, guardando questo show, è una vera e propria tradizione nazionale Americana!  Il  Presidente, tuttavia, sembra non dare peso alle proteste dei consumatori. Più di cinque camion, con 100 tonnellate di avocados provenienti da Jalisco, uno stato Messicano, sono stati bloccati all’ingresso negli Stati Uniti, con la scusa che una mosca mediterranea potrebbe essersi infiltrata negli impianti di Jalisco.  Il presidente Trump ha assunto l’impegno di rinegoziare i termini del Trattato di Libero Commercio del Nord America, il NAFTA. Firmato nel 1994 dal presidente Bill Clinton, il NAFTA era nato per assicurare il libero commercio tra Usa, Messico e Canada. L’intento dichiarato da  Trump è valorizzare la produzione Statunitense e -di fatto- bloccando i prodotti Messicani ha già infranto il trattato. L’autarchia, nella storia, ha, però, sempre fallito. Inoltre, se l’acquisto di automobili made in Usa, non sembra rappresentare un problema per gli Statunitensi,  potrebbe invece esserci gente pronta a tutto, pur di riavere mangos, lime e avocados al solito prezzo e, a quel punto,  servirà a poco vietare l’ingresso agli Islamici -decreto tra l’altro dichiarato inammissibile e bloccato dalla Corte d’Appello Federale Americana, contro cui aveva presentato ricorso la Casa Bianca, a seguito della sentenza del giudice James Robart. Nessuno potrà essere discriminato in base alla propria religione, né in base alla confessione religiosa dominante nel Paese di provenienza.- (M.I.)

 

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