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Il Presidente della Repubblica Francese, Francoise Hollande, ha dichiarato lo stato d’ emergenza nazionale e ha ufficialmente chiuso le frontiere, dopo che una serie d’attentati –sette in tutto, disseminati in più punti- ha terrorizzato la città di Parigi nella notte del 13 Novembre. Il tragico bilancio è di 129 morti e centinaia di feriti -almeno 300- finora accertati. I Media Francesi riportano che decine di persone erano tenute in ostaggio, nella sala concerti “Bataclan” e sono state liberate dall’intervento della polizia. I terroristi hanno sparato sulla folla, durante l’esibizione degli Eagles of Death Metal. Altri attentati sono avvenuti allo stadio “Stade de France” durante la partita Francia-Germania; al ristorante “Le petit Cambodge”; al bar “Le Carillon”; nei pressi dell’ ospedale “Saint Luis” e a “La Belle Equipe”, in rue de Charonne, secondo quanto riporta il quotidiano Parigino “Liberation“. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di restare in casa. 1500 soldati sono stati dislocati per le strade della capitale Francese. Tra le vittime, per lo più giovani e di diverse nazionalità, anche un’ Italiana: Valeria Solesin

Valeria, ventottenne, studiava come dottoranda alla Sorbonne di Parigi ed era stata volontaria di Emergency. Era nel pubblico, al Bataclan, la sera di venerdì 13, per assistere al concerto metal insieme al fidanzato, Andrea -ferito a un orecchio- e a una coppia di amici. La ragazza è stata l’unica del suo gruppo a non salvarsi. Emergency la ricorda come un’ “appassionata volontaria” e la ringrazia in una nota ufficiale, unendosi al dolore della famiglia. Forse, chissà, è stata proprio l’attitudine di Valeria ad aiutare gli altri, a impedirle la fuga. Ragionevole supporre che, mentre tutti cercavano di mettere in salvo la propria pelle, lei -coerente con la persona che era e che amici e familiari ricordano- abbia pensato anche agli altri. I terroristi hanno sparato a sangue freddo sui disabili, impossibilitati a muoversi. F

Caccia all’uomo in Europa: Abdeslam Salah

Gli attentatori kamikaze del 13 Novembre sono tutti morti suicidi, ad eccezione di uno, che secondo la polizia Francese non si è fatto esplodere ed è riuscito a scappare. Si chiama Abdeslam Salah, ha 26 anni compiuti lo scorso 15 Settembre, è di origine Araba ma è nato a Bruxelles. Ha occhi e capelli castani ed è alto 1,75 cm. Si è trasferito in Francia da bambino ed è là che ha vissuto finora, anche se –negli ultimi tempi- ha fatto parecchi viaggi in Siria, come documentato dai media Francesi.

Forse Abdeslam Salah era in cerca delle proprie origini e ha trovato in Siria l’orrore dei bambini dilaniati dalle bombe. Forse, chissà, l’Isis l’ha arruolato per i macabri attentati di Parigi, convincendolo che la guerra non ha regole. Forse il suo giubbotto da kamikaze, venerdì, s’è inceppato, per un mal funzionamento, o forse non ce l’ha fatta a farsi esplodere. Chi propina certezze in questo momento dice il falso. La verità su quanto gli sia accaduto quella notte la conosce soltanto Abdeslam Salah e –a differenza delle vittime- lui può ancora raccontarla. Ora è ricercato dalla polizia di tutta Europa. Diverse le ipotesi investigative: potrebbe essere in Belgio, come in altri Paesi confinanti: Italia, Spagna o Germania.

Aggiornamento del 19 Novembre.

Il quotidiano Francese Liberation riporta che Abdelhamid Abaaoud,ritenuto tra le “menti” degli attentati di Parigi del 13 Novembre, sarebbe tra i terroristi uccisi dalla polizia francese durante il blitz di Saint Denis. 

(M.I.)

RedazioneDirettoInchiesteAbdeslam Salah,Bataclan,Francia,guerra,parigi,Siria,terrorismo,Valeria SolesinIl Presidente della Repubblica Francese, Francoise Hollande, ha dichiarato lo stato d' emergenza nazionale e ha ufficialmente chiuso le frontiere, dopo che una serie d'attentati –sette in tutto, disseminati in più punti- ha terrorizzato la città di Parigi nella notte del 13 Novembre. Il tragico bilancio è di 129 morti e...